lunedì 30 gennaio 2017

Il nostro viaggio in Marocco in 12 flashback

Un viaggio in Marocco può rivelarsi davvero intenso, perché intensi sono i colori, gli odori, i sapori, così come qualsiasi incontro entro i suoi confini, al di là del Mediterraneo. L'intensità vissuta in viaggio, una volta che si torna a casa e si ripensa a ciò che è stato, spesso si ripresenta con la forza di un flashback...

Ecco, in questo post vi raccontiamo il nostro Marocco in 12 flashback...

Venite con noi?

L'immagine può contenere: 2 persone, bambino, cielo e spazio all'aperto
Ripercorriamo insieme questo nostro viaggio in Marocco?


# Flashback n.1: Té alla menta e dolcetti

Siamo arrivati a Marrakesh che era sera. Dal taxi abbiamo percepito immediatamente un certo fermento, quello della gente che va e della gente che viene, tipico di ogni città marocchina. La signora che gestisce il riad nel quale avremmo trascorso le successive tre notti si è presentata nel luogo che avevamo stabilito, per condurci nel cuore della medina, tra vicoli che si facevano sempre più stretti e bui, oltre che desolati. Non eravamo mai stati in Nord Africa e tanto meno in Marocco: tutto appariva dunque così lontano e altro ai nostri occhi, tanto da intimorirci un po'. La signora camminava con passo svelto, forse perché aveva iniziato a piovere. Subito si è rivolta a noi in francese, dando per scontato che comprendessimo le sue parole; così abbiamo scambiato qualche battuta, recuperando immediatamente le nostre vecchie conoscenze linguistiche. Si è fermata solo davanti alla porta d'ingresso del riad, dove ci ha finalmente accolti: è lì che ci ha detto <<Benvenuti>>, indicandoci la via con la mano. Ci ha fatti accomodare poi e ci ha servito, con una maestria tutta sua, un ottimo té alla menta, con tanto di dolcetti al miele e al sesamo. Non abbiamo mai amato particolarmente il té alla menta. Il tè alla menta marocchino, però, non l'avevamo ancora provato. Nei dieci giorni successivi, non abbiamo più potuto farne a meno e se ci ripensiamo, adesso, sentiamo ancora intenso il suo profumo. 



# Flashback n.2: l'incanto del riad

Quella sera, varcata la porta d'ingresso, ci siamo ritrovati in un contesto che sembrava lontano anni luce da ciò che avevamo intravisto all'esterno, che solo il giorno dopo abbiamo iniziato realmente ad apprezzare. Il silenzio e l'isolamento da ciò che c'era al di la delle mura del riad, ci sono parsi davvero incredibili. Le luci erano soffuse nel cortile e così anche sulle balconate che vi si affacciano, ma la bellezza di quell'ambiente si intravedeva tutta, fino agli intagli e alle decorazioni in stucco. Noi eravamo lì, seduti in un salottino ricavato all'interno di una nicchia del cortile, comodi, tra colonne ed archi. Nei giorni successivi abbiamo sperimentato altri riad, ma il primo, quello di Marrakesh, rimane il nostro preferito e, anche solo cercare di descriverlo, in questo momento, ci fa rivivere l'incanto che abbiamo vissuto.

L'immagine può contenere: pianta, spazio al chiuso e spazio all'aperto
Marocco - Scorcio


# Flashback n.3: le tajine di Abdou e di sua mamma, con mandorle e albicocche essiccate 

Sempre la sera del nostro arrivo in Marocco, avevamo la necessità di trovare un posto dove cenare. Non volevamo allontanarci troppo dal riad però, perché - lo ammettiamo! ☺ - avevamo paura di perderci nelle viuzze della medina e di non riuscire a tornare indietro. Svolta a destra, svolta a sinistra, presto ci siamo trovati su una via con tante botteghe e bancarelle. Ci siamo incamminati dunque proprio su quella via, fino a giungere su una piazzetta: c'era un unico ristorante, quello di Abdou e di sua mamma. Semplice, ma... perfetto, perché ciò che ci era stato promesso era un assaggio di cucina locale e casalinga! Ci è stato servito l'immancabile cous cous e poi una tajine molto particolare, che non abbiamo avuto modo di provare in nessun altro posto in Marocco, con mandorle e albicocche essiccate che hanno dato alla carne un sapore dolciastro, ma delizioso ed indimenticabile! Sara merito del contenitore in terra cotta in cui viene cucinata e servita? Tutte le sere, fino al giorno della nostra partenza, abbiamo continuato a cenare da Abdou, che alla fine ci ha salutati come vecchi amici...  


# Flashback n.4: lo spettacolo unico ed inimitabile di Piazza Jemaa el-Fna

Eravamo davvero impazienti di vivere Piazza Jemaa el-Fna, chiamata dai marocchini anche ''La grande Place''. Dopo colazione siamo tornati sulla via sulla quale ci eravamo incamminati la sera precedente; l'abbiamo percorsa tutta però, fino ad arrivare a Piazza Jemaa el-Fna appunto. Era presto, ma già c'era una bella folla. Venditori di souvenir, donne che si offrivano di fare tatuaggi al henné, incantatori di serpenti e persino delle povere scimmiette che indossavano tanto di pannolone e magliette con il nome dei più noti calciatori, pronte - ahimè - a mettersi in posa per una foto... E' la sera però che la Grande Place ci ha offerto uno spettacolo davvero unico ed inimitabile: bancarelle di street food, artisti di strada che attirano capannelli di gente tutt'intorno a sé... La piazza era illuminata e a far luce anche tante lanternine, di quelle che in Marocco si trovano in ogni negozio di artigianato. Il ricordo più vivo però è senz'altro il vociare della piazza: le parole dei turisti si confondevano con quelle dei locali e sono arrivate alle nostre orecchie, forti, così forti che se chiudiamo gli occhi possiamo ancora sentirle.

Marrakesh: Piazza Jemaa el-Fna - Marocco
Marrakesh: Piazza Jemaa el-Fna - Marocco


# Flashback n.5: la quieta medina sul mare di Essaouira

Dopo circa tre ore di autobus siamo finalmente arrivati ad Essaouira, sulla costa atlantica. Ci sono apparse immediatamente le mura che racchiudono la medina, che oggi hanno perso la loro funzione difensiva e ci hanno attirati proprio là dove eravamo diretti. Varcata una delle porte ci siamo infatti ritrovati a passeggiare in vicoli così pittoreschi che difficilmente si dimenticano: penso alle case imbiancate a calce, alle botteghe e all'artigianato in esposizione, nonché alla quiete che difficilmente abbiamo respirato altrove in Marocco. E penso al mare, che si è mostrato non appena siamo saliti sui bastioni ed ha continuato, con le sue onde, a picchiare Essaouira, anche quando siamo saliti sulla Skala du Port, che regala lo scorcio forse più bello della città. Una lunga passeggiata sulla spiaggia poi, mano nella mano, una grigliata di pesce, ancora un bel giro tra i vicoli e via. Purtroppo, prima del calar del sole, abbiamo dovuto salutare Essaouira.

Essaouira - Marocco

Essaouira - Marocco


# Flashback n.6: il viaggio in treno da Marrakesh a Meknes

Abbiamo lasciato Marrakesh con il primo treno del mattino diretto a Meknes. Circa 6 ore ci separavano dalla nostra meta. Saremmo arrivati poco dopo l'ora di pranzo e avremmo avuto tutto il pomeriggio per perderci in città. Quelle ore però le avremmo trascorse seduti senza nemmeno un libro da leggere o altro con cui intrattenerci. Prima paesaggi montani, poi grosse città come Casablanca e Rabat e, in mezzo, qualche villaggio, sorto lì nonostante l'aridità che si manifestava ai nostri occhi. Man mano che ci avvicinavamo a Meknes, il paesaggio si è fatto più verde: la terra, infatti, di un colore caldissimo accoglie ulivi e bassi arbusti. In alternativa, avremmo potuto prendere un autobus notturno per muoverci da una città all'altra, ma ci saremmo persi tutto questo, ovvero tanti scorci di un Marocco che ancora non abbiamo vissuto.


# Flashback n.7: le possenti mura di Meknes

Scesi dal treno, in taxi, abbiamo raggiunto piazza el-Hedim, il cuore pulsante di Meknes. A stupirci, non tanto la sua vivacità, che poi ci ha colpiti maggiormente di sera, come è successo anche a Marrakesh, nel caso di Jemaa el-Fna. Le possenti mura che, in qualche modo la cingono, infatti, più di ogni cosa ci hanno lasciato un ricordo indelebile. Sì, le mura che cingono la medina e la città imperiale.

Mura a Meknes - Marocco


# Flashback n.8: i mosaici dell'antica città romana di Volubilis

Orfeo che incanta gli animali suonando la lira, Bacco su un carro trainato da pantere, Diana che fa il bagno... Tutto questo vedevano i nostri occhi a Volubilis, mentre passeggiavamo tra le rovine dell'antica città romana; e tutto questo torna alla nostra mente se ripensiamo a quel giorno, più di qualsiasi altra cosa! Le rovine, da sempre, hanno un certo fascino su di noi, ma in quel momento, ad affascinarci, soprattutto i mosaici, dai motivi più svariati, seppure sempre raffiguranti divinità, oltre che soggetti del mondo animale. Dopo quasi due ore di visita, siamo tornati al parcheggio di corsa, con davvero tanta bellezza negli occhi. Il tassista ci attendeva, purtroppo.

Mosaici a Volubilis - Marocco


# Flashback n.9: una fastidiosa insistenza, quella delle false guide di Moullay Idriss, ma non solo...

Non abbiamo fatto in tempo a scendere dall'aereo che già ci eravamo resi conto dell'insistenza dei tassisti. Il giorno dopo a Marrakesh abbiamo sperimentato l'insistenza di chi voleva a tutti i costi venderci qualcosa. A Meknes, invece, ad essere insistenti, erano i camerieri, che volevano ci accomodassimo proprio al loro tavolo. A Chefchaouen, invece, c'erano quelli che vendono il fumo, che non posso evitare di insistere nemmeno con una giovane coppia appena sposata. Solo ad Essaouira nessuno ha insistito, così come a Fes, forse perché era venerdì e molte botteghe erano chiuse. Il festival dell'insistenza però l'abbiamo vissuto a Moullay Idriss, luogo di pellegrinaggio che prende il nome dal Santo più venerato del Paese, che lì è sepolto in un Mausoleo inaccessibile ai non musulmani. Possibile che ad ogni angolo ci fosse qualcuno pronto a guidarci in cambio di qualche dirham? E che, liquidata una falsa guida con tanta fatica, ne trovassimo subito un'altra? Immediatamente ci siamo detti una cosa: bisogna essere molto assertivi nel dire <<No!>>. E così abbiamo fatto, scatenando - a volte - reazioni verbali non propriamente piacevoli. Questo è l'unico flashback che vorremmo cancellare del nostro viaggio in Marocco!

Moullay Idriss - Marocco


#Flashback n.10: un po' di shopping e contrattazione nel dedalo di Fes

Il primo giorno trascorso a Fes era venerdì, quindi molte botteghe erano chiuse ed il nostro proposito di fare un po' di shopping non ha avuto buon esito. Avevamo però un'altra giornata da trascorrere in città! In realtà non potevamo comprare chissà che cosa, considerato che viaggiavamo con solo bagaglio a mano. Dopo dieci giorni però avevamo ben chiaro cosa ci sarebbe piaciuto portare a casa: uno zainetto in cuoio da riempire con una coperta fatta al telaio, una piccola tajine e un paio di vasetti in ceramica finemente decorati da mettere in giardino! E alla fine questo abbiamo preso, divertendoci un mondo a cercare ciò che più ci piaceva e poi a contrattare con il commerciante di turno. Cosa avremmo portato a casa se avessimo avuto 10 valige? Ehm, l'impensabile... Forse un tappeto? Come avrete capito, l'artigianato marocchino ci piace molto! Ma... Quanto puzza (ancora) il mio zainetto di cuoio? Al momento è in garage a prende aria e chissà per quanto ci dovrà rimanere! Quando siamo passati dalle concerie ci hanno detto che le pelli vengono lasciate per un po' nella cacca di piccione! Sarà vero? Ecco, di Fes e del suo dedalo di viuzze abbiamo un ricordo piuttosto concreto, che si manifesta ogni volta che entriamo in garage!

Viuzza a Fes - Marocco


#Flashback n.11: il blu della favolosa Chefchoaouen

Sì, eravamo proprio a Chefchaouen, la città blu! Ogni palazzo, ogni casa a Chefchaouen è incredibilmente blu! Ci sono palazzi di un blu più acceso ed edifici di un blu più spento, ma sempre di blu si tratta! Abbiamo vagato senza meta tra i vicoli della città per un intero pomeriggio e per un'intera mattinata ed è stato semplicemente... favoloso, nel senso letterale del termine! Solo all'ora del tramonto, durante il nostro primo giorno in città, abbiamo lasciato la medina, per incamminarci su un breve sentiero ed osservarla da una posizione privilegiata: tante casette, tutte blu ovviamente, lì sul fianco della collina, sovrastate da antiche mura e baciate dal sole che stava appunto per nascondersi dietro l'orizzonte!

Chefchaouen - Marocco

Chefchaouen - Marocco


#Flashback n.12: una fantastica colazione marocchina

E' a Chefchaouen che ci è stata servita la colazione più ricca di tutto il viaggio! Da bere té alla menta, succo d'arancia e latte che credo fosse di capra, ma che certamente non era di mucca. Da mangiare baguette, croissantes e omelette marocchina con marmellate, miele e persino un formaggio locale molto simile alla nostra ricotta, per non parlare delle olive! Ovviamente io ho mangiato tutto, mentre Gianluca mi guardava perplesso, chiedendosi come facessi!



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