giovedì 9 aprile 2015

Una settimana sul Lago di Atitlan - Parte VI: San Juan, un esempio di turismo responsabile?

La prima cosa che ho notato, arrivata a San Juan, sono state le bancarelle che si susseguono, una dopo l'altra, sulla via principale. Solo in un secondo momento ho visto gli artigiani al lavoro, che con le loro mani, stavano realizzando pezzi unici, simili a quelli esposti.



Mi sono avvicinata ad una signora che stava tessendo. Mi ha chiesto il mio nome. Poi mi ha spiegato che lì sono organizzati in cooperative, grazie alle quali i costi e i ricavi realizzati dai singoli, vengono divisi tra tutti i membri; mi ha anche detto che è solo merito di questa organizzazione che attività tradizionali, come ad esempio la tessitura, vengono condotte ancora come una volta. Non ha nascosto, tuttavia, che in certi periodi, quelli di bassa stagione, le difficoltà non mancano.




Sono quindi entrata in una delle numerose gallerie d'arte del paese, dove i pittori, vedendomi, hanno subito posato il pennello per mostrarmi le loro opere. Ognuno, chiaramente, ha il proprio stile, ma le tematiche sembrano ricorrere: il mondo maya e la sua simbologia, infatti, sono onnipresenti, come nei murales sulle pareti degli edifici di San Juan.




Mi sono ritrovata anche in una bottega dove è possibile acquistare prodotti naturali, a base di erbe medicinali, come tè, tisane, creme, shampoo. Mi ha accolto una ragazza che, dopo avermi illustrato le proprietà dei singoli preparati, mi ha condotta attraverso l'orto.



Sono dell'idea che la gente di San Juan abbia davvero capito cosa significhi aprirsi al turismo. E' infatti riuscita a valorizzare ciò che ha, ovvero un patrimonio immateriale fatto di saperi, che sono parte di un'identità divenuta risorsa.

E a differenza di quanto è accaduto a San Pedro (se vuoi leggi Una settimana sul Lago di Atitlan - Parte III: l'altra San Pedro ), la gente di San Juan è riuscita a mantenere anche i propri spazi, che non sono un mondo a parte rispetto a ciò che vive chi è in viaggio, chi è di passaggio.

Non voglio togliere nulla a San Pedro, dove - come ho già avuto modo di scrivere - tornerei ancora e ancora, ma forse non è una località che si distingue per quel turismo che oggi definiamo responsabile, pensando alla tutela di aspetti culturali che rischiano di andare perduti.

Anche a San Pedro ci sono delle cooperative, ma di cosa si occupano? Corsi di spagnolo e home stay? Certamente sono un modo per dare un futuro alla gente del posto, ma si va a preservare quella che è la cultura locale? Secondo la guida che mi ha accompagnata sul vulcano San Pedro, le nuove generazioni stanno perdendo la conoscenza degli idiomi maya, perché - con l'avvento del turismo - è con lo spagnolo, oltre che con l'inglese, che si campa...

Prima di andare via, ho chiesto quattro tortillas a due donne di San Juan. Sono stata felice di sentire che si esprimevano nella loro lingua. Anche se non mi era chiaro ciò che dicevano, comprendevo i loro gesti...







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