mercoledì 8 aprile 2015

Una settimana sul Lago di Atitlan - Parte V: San Marcos

<<Il capitano è malato, oggi non ci sono lancie...>>, mi ha detto una signora che stava uscendo di casa, nei pressi del molo. <<Come? Non ci sono lancie per San Marcos?>>, ho chiesto a conferma di ciò che mi era appena stato detto, incredula e infastidita dalla circostanza palesata.

Non era possibile che il servizio fosse stato sospeso per un intera giornata. Non potevo essere bloccata lì. Come non potevano esserlo gli abitanti di San Pedro e chi, come me, era di passaggio.

Tornando in dietro, verso il centro, ho visto che c'era un certo fermento. Ormeggiate, vicino alla riva, due, tre lancie. Vedevo che c'erano ancora dei posti liberi. Dovevo solo accertarmi che andassero a San Marcos e che, poi, da lì sarebbero tornate indietro.

La traversata è stata piuttosto breve, fortunatamente. Il panorama, dal centro del lago, era magnifico, ma era presto e davvero freschino. Il vento, tagliente, a causa della velocità di navigazione, mi toglieva quasi il respiro, insinuandosi oltre la sciarpa che copriva le mie narici.

Scesa dalla lancia, mi sono seduta sul molo, apprezzando, per un po', il tepore del sole mattutino.

San Marcos mi è parsa una località quieta.

Sul breve sentiero che si snoda lungo le sponde del lago, pochissime persone. C'era chi leggeva un libro, chi prendeva il sole godendosi il panorama e chi - coraggioso!!! - si tuffava da un'altezza di cinque metri nelle gelide acque dell'Atitlan. Ho avuto l'impressione di essere davvero lontana da San Pedro e, soprattutto, da Panajachel, da quelle località dove ormai tutto - o quasi - ruota attorno alle esigenze dei turisti (come me!!!) che vanno e vengono.


Sono arrivata sino alla fine del sentiero, mi sono fermata una mezz'oretta e poi sono tornata sui miei passi. Non so descrivere la pace che si respira in quell'angolo di lago.

Ho attraversato una stretta viuzza che porta al pueblo, sbucando nei pressi della scuola, nel momento dell'intervallo. I bambini stavano facendo merenda. Nessuna briochina, solo ghiaccioli, frutta e qualcosa di simile a dei tacos. Poi, hanno iniziato a giocare, chi a calcio, chi a basket. Alcuni se ne stavano semplicemente seduti su un muretto.

Mi sono spinta sino alla chiesa del paese, poco più avanti, poi, sono andata via...




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