venerdì 3 aprile 2015

Una settimana sul Lago di Atitlan - Parte III: l'altra San Pedro

Dopo  cinque  minuti  che  passeggiavo  su  quella  che  è  la  via  principale  di San Pedro  ho pensato di essere tornata a Panajachel. Anche lì, solo ristornati, bar... 

Stavo iniziando a chiedermi se il Lago di Atitlan era solo questo, quando ho sentito una voce: <<Pan de banana? Pan de chocolate?>>. Era una signora, seduta per terra; vicino a lei teneva un cestino, pieno di dolci. 

Vedendola, ho capito che c'era un'altra San Pedro. La San Pedro dove vive la gente del posto, non quella dove bazzica solo chi viene da fuori.

E' così che ho risposto alla sue domande con un'altra domanda: <<El mercado?>>. Mi ha detto che dovevo salire.

Perdendomi tra le viuzze che si inerpicano sul versante del vulcano, ho notato che la gente andava tutta nella stessa direzione... quella che, probabilmente, dovevo seguire anche io!

Al mercato un gran via vai, ma nessuno straniero, a parte me.  


Su alcune bancarelle frutta e verdura in abbondanza. Su altre - che in realtà bancarelle non erano - nessuna possibilità di scelta: molti, infatti, si presentano al mercato con ciò che hanno, un cesta di arance, una di mandarini, piuttosto che una di patate e l'altra di pomodori e quello cercano di vendere.

La solidarietà della gente mi ha sorpresa. Ho chiesto ad una signora se avesse degli avocado; lei non ce li aveva, ma ha subito chiamato chi poteva darmeli. 

Mi ha colpita anche l'onesta di quella gente. Nessuno infatti ha alzato i prezzi solo perché arrivavo da chissà dove: con l'equivalente di un euro ho preso due patate, due carote, due zucchine, un avocado e persino un ananas.



E così che ho trovato l'altra San Pedro, quella dove la gente con un euro ci mangia, non ci beve una birra...



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