mercoledì 4 marzo 2015

Proseguendo, da sola...

Ho aspettato l'avvento del nuovo anno insieme a Gianluca, a Isla Mujeres.

In piazza c'era tutta l'isola: tanti turisti, ma anche gente del posto. 

Sotto un palco, allestito qualche giorno prima, ci siamo fatti accompagnare al countdown da note caraibiche.

La festa è andata avanti tutta la notte, ma non abbiamo fatto le ore piccole: dovevamo salire sul primo traghetto diretto a Cancun...

Il pomeriggio del 1 gennaio Gianluca è andato in aeroporto, mentre io proseguivo per Isla Holbox.

E' difficile per me ripensare al momento in cui ci siamo salutati, quando io sono salita sul pullman e lui e rimasto giù; se lo faccio mi sento lacerare, come quel giorno. 

Alla prima fermata, subito fuori città, volevo scendere e tornare indietro, da Gianluca, ma non ho fatto in tempo ad alzarmi che l'autista era già ripartito, perché non c'era nessuno che doveva salire.

Con le cuffie alle orecchie, isolata da quel mondo che tanto volevo vedere, in poche ore sono arrivata a Chiquilà.

Il traghetto era già lì, pronto a salpare.

Per la prima volta mi incamminavo, con quel mio zaino sulle spalle, sola...

Sempre più vicina all'isola, guardavo i pellicani volare, presa da una malinconia difficile da descrivere.

Su quelle strade di sabbia mi sono messa alla ricerca dell'ostello, indifferente rispetto a tutto ciò che mi circondava.

Volevo solo sdraiarmi. Ed è ciò che ho fatto, una volta arrivata.

Continuavo a pensare che volevo tornare a casa, da Gianluca, che volevo prendere il primo aereo per l'Italia.

Alle 6 ero già sveglia e sono andata in spiaggia, fondamentalmente perché non volevo vedere nessuno. 

Su quella bellissima spiaggia (leggi il post Isla Holbox in 20 immagini...) è come se mi fossi riconciliata con me stessa: ho realizzato che ormai ero lì, in Messico, che quello del giro del mondo in fondo era il mio sogno di sempre e che potevo e dovevo andare avanti.

Ciò che voglio dire è che, probabilmente, ho iniziato a vedere, con la lucidità che mi era mancata il giorno precedente, in balia di tante emozioni, cose che ho sempre saputo, fin da quando ho iniziato a pensare a questa esperienza: che potevo andare avanti perché al mio fianco - anche se sono dall'altra parte del mondo - c'è una persona speciale, e che dovevo andare avanti per me stessa, per non avere rimpianti, prima o poi.

Da quel momento ho iniziato a vivere il Viaggio, nonostante una malinconia di fondo, che non mi ha mai lasciata e che, sicuramente, mi seguirà anche in futuro...


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