lunedì 9 marzo 2015

Izamal, il gioiellino coloniale

La Ciudad Amarilla - così è chiamata - è un intrico di viuzze, sui cui si affacciano palazzi di dimensioni modeste, dal colore intenso, giallo miele, elegantemente ornati, come le arcate che danno sulle belle piazze cittadine. 

Si tratta di un vero è proprio gioiellino coloniale, dal centro storico raccolto e piacevole.

Vi sto parlando di Izamal, una piccola realtà nei pressi di Merida, dove si respira ancora quell'atmosfera rilassata, tipica d'altri tempi.




                           

Un tempo, prima della dominazione spagnola, l'area dove oggi si sviluppa Izamal, rappresentava un importante luogo di culto maya: vi si ergevano, infatti, imponenti, una dozzina di templi. Tracce del precedente insediamento e della sua funzione rimangono nel toponimo della città, che deriva dal nome di quella che era considerata la divinità suprema, Itzamnà. Delle strutture erette dalla popolazione autoctona, purtroppo, rimangono solamente tre piramidi. 


Come in altri contesti della stessa regione, i coloni rasero al suolo ciò che rimandava ad una religiosità diversa dalla propria ed eressero - recuperando i materiali dalle antiche costruzioni - luoghi di culto cristiani.

Tra il 1533 ed il 1561, a Izamal, fu costruito il Monastero dedicato a Sant'Antonio da Padova, che costituisce - insieme alle tre piramidi rimaste - il principale motivo di richiamo della città. Al suo interno si conservano degli affreschi che rappresentano in modo eloquente la storia della forzata conversione della popolazione maya.



                                            video




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INFORMAZIONI PRATICHE

Raggiungere Izamal
Frequenti colectivos collegano la località a Merida, 1h30min, 56 pesos a / r.

Ingressi
Sia al Monastero che alle piramidi si accede gratuitamente.



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