Campeche è un'altra di quelle cittadine coloniali?

Sì, un'altra di quelle cittadine coloniali...

Ho avuto la sensazione che chi viaggia zaino in spalla, trovandosi a sfogliare una guida del Messico, abbia questo pensiero, leggendo di Campeche. 

Probabilmente, non è stato un caso che in ostello mi sono trovata a condividere la camerata solamente con un'altra ragazza, soprattutto considerando che ho alloggiato in una delle poche strutture low cost del centro storico in un periodo di alta stagione.

Credo che Campeche sia un po' sfavorita dalla sua posizione, nonostante sia ben collegata ad altre città dello Yucatan da comodi autobus ADO. Chi non oltrepassa i confini della penisola e deve tornare a Cancun per volare a casa, tende infatti a preferire le più vicine Merida e Valladolid; chi, invece, prosegue verso il Chiapas o gli Stati confinanti, sale su un autobus notturno che lo porta dritto dritto a destinazione, senza fare tappa a Campeche, che magari è di strada.

Eppure, sono conivinta che Campeche non sia un'altra di quelle cittadine coloniali...

Penso di non aver mai visto nulla di più colorato. Oserei dire che è un caleidoscopio! Gira e rigira, continua a meravigliare: ogni calle, con i suoi giochi cromatici, rappresenta infatti qualcosa di unico! Il bello sta proprio nell'abbandonarsi a quel meccanismo, per scoprirlo, lentamente, una cuadra dopo l'altra...



Inoltre, Campeche è cinta da tratti di mura risalenti al XVII secolo. Affacciata sul Golfo del Messico, all'epoca dell'impero spagnolo, rappresentava infatti una base commerciale strategica, da difendere dagli attacchi dei pirati. Oggi, seguendo il tracciato delle fortificazioni, si possono scoprire porte e baluardi di una cittadina che da sempre ha una forte vocazione marittima...


Campeche ha le sue peculiarità e, per questa ragione, forse, non merita di essere scartata a priori...

Voi ci siete stati? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate...




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