martedì 17 febbraio 2015

Valladolid in bicicletta: il tour del Hostal del Fraile...

Non amo partecipare a tour organizzati: le poche volte che ho preso parte a questo genere di attività ho avuto l'impressione che mi venisse mostrato solo ciò che si poteva/doveva vedere, correndo di qua e di là... Quando sono arrivata a Valladolid, tuttavia - complice soprattutto l'impressione che mi ero fatta quando ancora ero sul pullman (se ti interessa, leggi questo post: Il Messico a primo impatto: l'arrivo a Valladolid...) - mi era sembrata una buona idea quella di noleggiare due biciclette (una per me ed una per Gianluca) per farci guidare dal proprietario dell'ostello in cui alloggiavamo alla scoperta della città e dei suoi dintorni, anche solo per mezza giornata, prima di avventurarci da soli. Con il senno di poi, mi sento di fare il nome del Hostal del Fraile e di Victor, che non ha fissato un prezzo per il servizio che offre, ma che lascia decidere ai suoi ospiti, al termine del giro in bicicletta, l'ammontare del suo compenso...  

Questi sono i luoghi in cui ci siamo fermati:

-Il convento di San Bernardino. Sembra sia stato costruito dagli spagnoli laddove un tempo sorgevano antichi luoghi di culto maya, riutilizzando i materiali degli edifici distrutti. La popolazione locale, costretta a convertirsi al cristianesimo, non vi aveva accesso.


-Il Cenote del Hacienda San Lorenzo. Lasciando il centro, dopo una bella pedalata in mezzo ai campi, si trova la Hacienda San Lorenzo, che fino ad agosto dell'anno scorso doveva essere un bellissimo hotel in stile coloniale e che oggi, per ragioni sconosciute, è chiuso . Abbiamo raggiunto la struttura, che un tempo era una sorta di foresteria per mercanti e pellegrini che si trovavano a passare nella penisola dello Yucatan, per un motivo ben preciso: il suo cenote, ovvero una voragine profondissima, piena d'acqua. Inutile dire che vale la pena farci un tuffo.  




-La vecchia stazione ferroviaria. Victor ci ha raccontato che gli era tornato in mente un momento della sua infanzia: da quella stessa stazione, da bambino, era salito su un treno, con suo papà, per andare a Merida. Ci ha poi detto che che ci sono dei progetti per ripristinare quella vecchia linea ferroviaria, da tempo in disuso, ma che mancano sempre i soldi...



-La Chiesa degli Indios. L'edificio sembra essere stato costruito per la popolazione locale, forzatamente convertita al cristianesimo e non ammessa nelle altre chiese della città. Il 10 giugno di ogni anno sulla piazza su cui sorge questo luogo di culto si svolge una festività molto sentita: tra un canto e un ballo in costume, ogni famiglia maya è invitata a preparare pietanze di ogni genere e a condividerle con la comunità. 


-Il Museo San Roque. Questo museo è allestito in quella che un tempo era una chiesa ed è dedicato alla storia della città, oltre che alla quotidianità che contraddistingue la vita delle popolazioni maya.  

-Il Parque Central e la Cattedrale di San Gervasio. Dopo il giro in bicicletta siamo tornati tante volte in questa piazza-parco, circondata da edifici in stile coloniale, tra i quali la Cattedrale di San Gervasio. C'è sempre gente che viene e che va, indaffarata. E' bello sedersi su una delle tante panchine ed osservare ciò che accade...



-Il quartiere e la Chiesa della Candelaria. Altro quartiere, altra piazza, altra chiesa, sempre in stile coloniale. 


-Il tour prevede anche una degustazione (gratuita) di cioccolato e di tequila. 

L'unica cosa che aggiungerei è una tappa al mercato, che ho visitato la mattina seguente e che mi è parso tra i più veri tra quelli che ho avuto modo di vedere in Messico.



Il fatto che io e Gianluca fossimo gli unici partecipanti si è rivelato essere uno dei punti di forza del tour: potevamo fermarci nei vari luoghi quanto volevamo. Inoltre, devo dire che Victor non ci ha messo alcuna fretta e, anzi, ci ha fornito tantissime informazioni interessanti sulla città.

Grazie a questo tour in bicicletta abbiamo scoperto la Valladolid coloniale, quella dagli edifici colorati dalle mille arcate e dalle chiese che richiamano lo stile architettonico mudejar, ma soprattutto abbiamo avuto modo di comprendere dove vive e cosa fa per vivere la gente...

Probabilmente, da soli, appena arrivati, non ci saremmo addentrati così a fondo in una realtà che a primo impatto ci è apparsa semplicemente caotica.

Volete sapere una cosa? Valladolid, tra le cittadine coloniali dello Yucatan, è la mia preferita, forse perché è la più viva, la più messicana...










Se non volete pernottare al Hostal del Fraile o se, semplicemente, non vi va di prendere parte al tour, potreste comunque seguire questo itinerario per conto vostro... 




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