mercoledì 18 febbraio 2015

Chichen Itza è davvero da annoverare tra le cosiddette sette meraviglie del mondo?

Il titolo di questo post vuole essere un po' provocatorio.

E' chiaro che la parola 'meraviglia' si addice perfettamente a Chichen Itza, che rappresenta uno dei siti archeologici più estesi e meglio conservati del Centro America.

A lasciare a bocca aperta non è solo la piramide definita El Castillo, ovvero il monumento simbolo di quella che in epoca precolombiana doveva essere una vera e propria città. La Plaza de las Mil Columnas, ad esempio, è in grado di suscitare la stessa reazione, così come l'Edificio de las Monjas e numerose altre strutture.

C'è da dire, tuttavia, che le rovine sono una vera e propria meraviglia non solo per le loro grandiose architetture, ma anche per gli aspetti culturali che sono in grado di rievocare a centinaia di anni dalla loro costruzione: durante la visita si scoprono infatti tante curiosità su quello che è stato il mondo maya. Il Gran Juego de Pelota, ovvero un campo - il più grande esistente in Messico - sul quale si teneva un gioco per certi versi paragonabile al calcio, richiama la consuetudine di sacrificare la squadra perdente agli dei e di esporre i teschi dei singoli giocatori su apposite piattaforme. 


Certamente, poi, anche i misteri, tutti astronomici, del sito contribuiscono a renderlo meraviglioso. Tanto per citarne uno: nei giorni degli equinozi il sole creerebbe un gioco di luci ed ombre che mima il movimento di un serpente - animale sacro per i maya, come il giaguaro - che sale e scende dalla piramide. Non bisogna assolutamente dimenticare che i maya erano dei grandi astronomi: basta pensare al loro calendario (di cui si è diffusamente parlato alla fine del 2012) o, se ci si trova a passeggiare tra le rovine, all'imponenza dell'osservatorio.



Perché dunque Chichen Itza non dovrebbe rientrare nel novero delle sette meraviglie del mondo? In realtà, non voglio mettere in discussione il fatto che Chichen Itza meriti l'appellativo di meraviglia. Semplicemente, mi chiedo se venga percepita come tale, considerando che, dopo una certa ora, sembra letteralmente invasa da turisti e venditori di souvenir.

Il mio consiglio è quello di giungere sul posto la mattina presto, in modo da potervi godere le rovine in santa pace...


Una buona idea è quella di partire intorno alle 7 da Valladolid, da cui il sito è raggiungibile in collectivos in meno di un'ora; così arriverete prima dei turisti che in massa si muovono dalla costa e ve ne andrete poco dopo averli incontrati. Ciò vi permetterà anche - e soprattutto - di evitare di essere continuamente fermati dagli ambulanti, che giungono tra le 9 e le 10, ma che saranno pronti ad assillarvi con frasi  del tipo ''Buen precio'', ''Muy barato'', ''Solo para los amigos italianos'' solo in un secondo momento, ovvero quando avranno esposto tutta la loro mercanzia ...

Se avete poco tempo o Valladolid non rientra nel vostro itinerario (viaggiando nello Yucatan, sarebbe davvero un peccato!), vi suggerisco di puntare su altri siti, altrettanto monumentali, ma non così presi d'assalto (Se ti va, leggi: Il sito archeologico di Cobà: una valida alternativa...).





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