mercoledì 23 luglio 2014

Diario di un giorno a Mostar...

Lungo le strade della periferia di Mostar, uno dopo l'altro, gli scheletri degli edifici sventrati durante la guerra, ancora lì a distanza di anni, richiamavano alla nostra memoria le fotografie viste la sera precedente al War Photo Limited di Dubrovnik.

Poiché il navigatore non recepiva alcun segnale, ci siamo fermati presso un'officina a chiedere informazioni su come raggiungere la guest house. Si è subito avvicinato un ragazzo che ci ha fatto comprendere che non sapeva dove si trovasse. Lo stesso però si è offerto di chiamare un amico per ottenere delle indicazioni e metterci sulla retta via.

Attraversato il fiume Neretva, abbiamo incontrato una giovane donna, gestrice di un bed and breakfast, che stava aspettando degli ospiti. Pensando che potessimo essere noi, ci ha fermati. Le abbiamo detto che stavamo cercando la Pansion Anja. Nonostante non fosse la sua struttura, è entrata in casa ed ha preso una cartina della città su cui ha segnato il percorso che avremmo dovuto seguire per arrivarci. Mentre ce la porgeva, in un buon inglese, ci ha detto: << La prossima volta però venite da me!>>. Poi, sorridendo, ci ha salutati.

In pochi minuti abbiamo trovato la guest house. Suonato il campanello, si è presentato un uomo con i suoi due figli. Il ragazzo più giovane, l'unico a parlare inglese, ci ha chiesto la prenotazione e, dopo averla guardata, ha detto che purtroppo il monolocale non era ancora pronto, ma che avremmo potuto accedervi al massimo entro un'ora; d'altra parte eravamo arrivati prima dell'orario previsto per il check-in.

Nell'attesa volevamo raggiungere il centro ma, scorta la Neretva, abbiamo cercato di avvicinarci alle sue rive. Ci siamo dunque portati ai piedi del ponte emblema della città, il cosiddetto Stari Most, fatto costruire nel 1557 dal sultano Solimano il Magnifico - per sostituire una più fragile struttura in legno - e distrutto nel 1993, durante la guerra, dai croati, che lo vedevano come un vero e proprio simbolo della cultura bosniaca; ricostruito nel 2004 e oggi tutelato dall'UNESCO, il ponte ha nuovamente il compito di unire le due metà della città, quella cristiana e quella mussulmana.

Per riparaci dal sole e per cercare di sfuggire al caldo torrido ed asfissiante, ci siamo seduti su dei grossi massi posti in una zona d'ombra, mentre bambini e ragazzi si rinfrescavano nell'acqua verde smeraldo del fiume.

All'improvviso abbiamo percepito un certo fermento. Un tuffatore, sul ponte, aspettava che il suo compagno finisse di raccogliere le ultime monete tra gli spettatori, prima di buttarsi... 

Nel tardo pomeriggio, era finalmente giunta l'ora di scoprire il centro di Mostar. Il tempo è trascorso passeggiando tra bazar e moschee, che danno alla cittadina un sapore tutto orientale, che mi ha piacevolmente colpita.


Nelle botteghe abbiamo percepito un caratteristico ed affascinante disordine: accanto ad oggetti di artigianato locale in rame o vicino a coloratissimi flauti in legno, abbiamo trovato i cimeli più svariati, risalenti al periodo della Jugoslavia e alla guerra...

Ci è parso come un mix quasi ammaliante, una sorta di leitmotiv, quello che sembra guidare chi si accinge a visitare la cittadina, rievocando qua e la il passato più recente, attraverso oggetti che hanno valore solo per un collezionista, ma che stranamente diventano interessanti, almeno per qualche secondo, anche agli occhi di un turista...

Poi, la scritta << Don't forget! >>, su un muro...

Immediatamente il nostro pensiero è andato agli edifici che avevamo visto solo poche ore prime, in periferia, lì, a distanza di anni rispetto alla fine della guerra, che riportano ancora quei segni che solo le granate possono lasciare.

Poco più avanti, però, sempre in centro, si sono materializzate ai nostri occhi altre ferite segno di quel conflitto, sempre materiali, ma che inevitabilmente rimandano ai risvolti umani che eventi come quelli che hanno segnato i Balcani negli anni Novanta portano con sé...

Tornati alla guest house, ci aspettava un piccolo, grande regalo: due litri di birra locale, la Sarjevska, confezionata in una bottiglia di plastica!

I gestori si sono persino offerti di accompagnarci alla stazione dei treni l'indomani, all'alba...

Bosnia Erzegovina - Mostar: Ponte sul fiume Neretva

Bosnia Erzegovina: Mostar

Bosnia Erzegovina - Mostar: Bazar

Bosnia Erzegovina - Mostar

Bosnia - Erzegovina - Mostar

Bosnia Erzegovina - Mostar

Bosnia Erzegovina - Mostar

Bosnia Erzegovina - Mostar

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Se vuoi saperne di più sul mio viaggio in Bosnia:

-Goran e quel treno per tornare a Mostar...
-Diario di un giorno a Sarajevo....
-Le cascate di Kravice ed il villaggio di Pocitelj..


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