sabato 28 dicembre 2013

L'Olanda che mi ha detto poco: Amsterdam

Nel X secolo Amsterdam era quello che si può definire un villaggio di pescatori. In breve tempo però è divenuta un'importante porto commerciale, tanto che nel 1369 è entrata nella lega anseatica e nel Seicento la Compagnia delle Indie Orientali vi ha stabilito la sua sede.

D'altra parte è ben noto il rapporto che lega la capitale olandese con il mare o più in generale con le acque: il suo nome deriva infatti dal termine Amsteldamme, ovvero diga sul fiume Amstel.

E proprio con quell'opera di ingegneria, che ha permesso di contenere le paludi che circondavano l'antico borgo, nonché con il più recente Grachtengordel, ovvero un anello di canali che abbraccia il centro storico, Amsterdam ha iniziato ad assumere l'aspetto attuale.

Non avete mai sentito nessuno definirla Venezia del Nord?


Devo dire che non sono proprio d'accordo con questo cliché che apre un improbabile confronto. Penso infatti che i corsi d'acqua che attraversano la città non abbiano nulla a che vedere con quelli veneziani: ciò che voglio dire è che non sono altrettanto intricati, angusti e al contempo romantici e che dunque non conferiscono ad Amsterdam quel non so che di pittoresco.

Piuttosto, la città mi è parsa aderire a ben altri luoghi comuni. E' certamente adatta a chi cerca divertimento e trasgressione, piena com'è di coffee shop e vetrine a luci rosse, che lambiscono persino aree adiacenti al centro storico.



Esiste poi anche una Amsterdam folkloristica, quella dei tulipani e degli zoccoli di legno, che popolano l'immaginario collettivo. Una Amsterdam che mi è parsa - per cosi dire - artificiale, costruita, aderente a ciò che il turista si aspetta di trovare in città. Souvenir, Souvenir e ancora souvenir. Sono sicura che l'Olanda è anche zoccoli e tulipani, ma probabilmente questo suo lato è da cogliere altrove, se lo si cerca nella sua autenticità: chissà, forse in qualche villaggio o su qualche isola...


Non vale quindi la pena andare ad Amsterdam?

Nonostante mi abbia detto davvero poco, voglio darvi tre buone ragioni:

1) La casa di Anne Frank. Sita al n.263 di Prisengracht, commemora la vicenda delle famiglie Frank e Van Daan, di origine ebraica che, durante l'occupazione nazista della città, si nascosero per due anni (fino al giorno del loro arresto) all'interno di alcune stanze - il cui accesso era occultato dietro uno scaffale girevole - per tentare di sfuggire alle deportazioni. Per chi ha letto il diario di Anne, scritto nel periodo di clandestinità, la visita è particolarmente toccante in quanto, oltre a ricostruire con dovizia di particolari la vicenda umana della protagonista, consente di riflettere sugli orrori del nazismo, delle deportazioni e dell'antisemitismo e sugli sconvolgimenti che questi hanno provocato nella vita quotidiana dei perseguitati.

2) Museo Van Gogh. Vi sono custodite tele del visionario pittore olandese, da molti considerato 'padre' delle avanguardie pittoriche del Novecento.

3) Casa di Rembrandt. E' il luogo dove il celebre artista visse e lavorò per oltre vent'anni e che oggi ospita alcuni tra i suoi più celebri capolavori.




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